Archivio mensile:novembre 2015

Perchè fare Analytics?

Google Analytics è uno strumento importantissimo per verificare il traffico indirizzato al proprio sito web o e-commerce, in quanto consente di verificare tutta una serie di dati e di tradurli migliorando la propria strategia di vendita. In altre parole, Analytics risponde a domande fondamentali per chi vende i propri prodotti o servizi sul web: da dove proviene il traffico del sito web? Quali sono le pagine più visitate dagli utenti? Quanti di loro terminano la loro esperienza con l’acquisto di un prodotto o servizio? Ecco 5 consigli per sfruttare al meglio Analytics.

Affidarsi ad un professionista
Il primo consiglio è quello di affidarsi ad un professionista esperto analytics certificato. Solo loro, infatti, sono in grado di leggere correttamente i dati forniti da Analytics, e di tradurli in strategie efficaci per l’aumento delle vendite.
Conoscere la provenienza del traffico
Sapere come gli internauti giungono sull’e-commerce è un fattore fondamentale per interpretare il loro comportamento e per disegnare delle strategie volte al miglioramento del proprio sito. Questo dato fornito da Analytics è uno dei più importanti in chiave di marketing, perché permette di sapere se i potenziali clienti giungono da Google o da zone geografiche particolari. Un insieme di elementi utilissimi per pensare ad eventuali strategie volte al potenziamento del SEO, all’utilizzo delle keywords e, dunque, anche ad eventuali campagne marketing da effettuare con AdWords.

Migliorare la funzionalità delle pagine
Un altro dato molto importante fornito da Google Analytics riguarda il cosiddetto bounce rate. La frequenza di rimbalzo consente di sapere la percentuale di visitatori che lasciano il sito web entro un certo periodo di tempo: un dato importante per capire quali pagine e quali sezioni devono essere migliorate per soddisfare le aspettative degli utenti.

Misurare la distanza fra visita e acquisto
Google Analytics è uno strumento così approfondito da permettere il monitoraggio del tasto “aggiungi al carrello”. In particolare, la piattaforma analizza quante volte i singoli prodotti vengono messi nel carrello dall’utente, comunicando così l’appetibilità del prodotto. In questo modo l’azienda potrà sapere quali sono i prodotti più seguiti, orientando le vendite verso quella tipologia in particolare.

Dal check-out alla conversione
Altri dati molto importanti riguardano il numero di utenti che arrivano alla fase del check-out, ma che non concludono l’acquisto: se i due numeri non coincidono è evidente che c’è un problema, che potrebbe riguardare un errore tecnico del sito che impedisce la transazione economica.

Quanto cosa effettuare una certificazione energetica?

L’Attestato prestazione energetica (spesso abbreviato con APE) è un documento che “descrive le caratteristiche energetiche di un edificio, di un’abitazione o di un appartamento”. Da non confondersi con l’ Attestato di Qualificazione Energetica (AQE), la certificazione energetica, è considerata uno strumento di controllo in quanto sintetizza le prestazioni energetiche degli edifici utilizzando una scala di valori che va da A a G. In parole molto povere, la certificazione energetica consente di comprendere il livello di consumo energetico di un certo edificio e, di conseguenza, la “convenienza economica” di un eventuale acquisto. In seguito alla certificazione ottenuta, inoltre, si possono decidere gli interventi di riqualificazione più efficaci.

Il certificato ha una validità di “10 anni dalla data di emissione”. Necessità però di aggiornamento nel caso in cui, nel corso degli anni, si effettuino “interventi che modificano la prestazione energetica dell’immobile (isolamento, sostituzione serramenti, ristrutturazione impianti ecc…)”.
L’APE viene redatto da un “soggetto accreditato” chiamato “certificatore energetico”; per ottenere una certificazione energetica, dunque, è necessario richiedere l’intervento di un “tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti come l’architetto, l’ingegnere ed il geometra”. Ma quali sono i prezzi di una certificazione energetica?
E’ bene sottolineare fin da subito che il costo di un certificato, come del resto per altri “servizi professionali”, non è soggetto a “tariffazione minima” decisa dagli Enti o dai diversi Ordini professionali.

zusammengesetztes Puzzlehaus
Quantificare il costo di un’APE, dunque, non è semplice, poiché al momento non esistono tariffe standard applicabili. Inoltre, è necessario considerare tutta una serie di variabili. Tra queste:
– il tipo di edificio (appartamento, abitazione disposta su più piani…) e le dimensioni dell’immobile;
– tipologia dell’immobile (residenziale, ad uso commerciale, di nuova costruzione, pre-esistente…);
– ubicazione dell’immobile (il costo di una certificazione varia sensibilmente da città in città);
– tipologia di riscaldamento (“autonomo/centralizzato)”;
– analisi di tutta la documentazione disponibile (“prova fumi caldaia, allegato F, piantina catastale, rilievo”..).

A grandi linee, comunque, per una singola unità abitativa di circa 50 mq il costo medio di una certificazione energetica si aggira tra i 150-180 Euro. Per metrature maggiori, ovviamente, il costo sarà maggiore (tra i 180-230 euro fino ai 100 mq e sui 300 euro per unità abitative fino a 160 mq).

In internet, è possibile trovare offerte molto allettanti, ma se i il prezzo è troppo basso (sotto i 70 euro) è bene diffidare. Un certificazione energetica low cost spesso non è eseguita a regola d’arte e, dunque, in caso di controlli, può essere annullata.
Come fare, allora, per evitare truffe e problemi futuri? Può essere d’aiuto seguire i seguenti consigli:
– Mai fermarsi al primo preventivo. E’ bene rivolgersi a più tecnici certificatori, valutando anche la loro affidabilità.
– Pretendere sempre il sopralluogo (è obbligatorio per legge!) ed assicurarsi che il preventivo comprenda: ” IVA, costi di spedizione, spese ed altri costi aggiuntivi”
– Diffidare da chi propone certificazioni a prezzi stracciati, ma anche da chi ha tariffe eccessive.