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Biografia
Critica |
BIOGRAFIA
Innocente Salvini, nell’ambito della pittura del ‘900
italiano è considerato uno degli artisti più originali, moderni ed
europei, e di lui si sono occupati critici come Sebastiano Graso,
Alberico Sala, Giovanni Testori e Raffaele De Grada.
Le sue opere sono esposte in prestigiosi musei quali la Collezione
d'Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani, il Civico Gabinetto dei
Disegni del Castello Sforzesco, la Civica Galleria d'Arte Moderna di
Gallarate ed il Museo Civico di Villa Mirabella di Varese, oltre che in
diverse chiese e palazzi pubblici del varesotto.
Ha esposto alla XXV Biennale Internazionale di Venezia e la Società
delle Belle Arti e Permanente di Milano ha accolto per ben due volte, la
seconda postuma, sue esposizioni personali.
1889 - Innocente Salvini nasce, secondo di cinque fratelli, a
Trevisago di Cocquio (Varese) il 13 maggio da Mosè e Francesca Lischetti.
1905 - il giovane Salvini si dedica là con impegno alla pittura e
segue un corso serale di disegno sotto la guida del prof. Gilli di Luino.
1910 - Per due anni, fra il 1910 e il 1912, il giovane Salvini
può recarsi a Milano quale attento allievo a scuole di arte applicata.
Segue contemporaneamente due corsi: quello di decorazione alla
Umanitaria dove ha la fortuna di trovare quale Maestro il Persico e i
corsi serali dell'Accademia di Brera dove sviluppa con l'assistenza del
prof. Bolgiani i rudimenti di disegno appresi dal Gilli.
1912 - Si verifica nel settembre un fatto che anche a parere del
Salvini incide fondamentalmente sul suo avvenire d'artista: il casuale
incontro col pittore Siro Penagini, appena tornato dalla Germania con un
nutrito bagaglio di cultura espressionistica. Il Penagini noia solo
comprende ed apprezza l'audacia della ricerca coloristica del Salvini,
ma intuendone la natura fantasiosa e personalissima. lo sconsiglia dal
seguire le vie obbligate dell'istruzione pittorica del tempo e lo incita
a proseguire da solo sulla strada intrapresa. Nasce quindi in Salvini la
serena coscienza di essere un vero artista.
1918 - muore il padre Mosè.
1937 - il prof. Giuseppe Talamona lo presenta finalmente al
pubblico con un nutrito saggio sul periodico "La Provincia di Varese".
La Galleria delle Arti di Gallarate lo ospita nella sua prima
"personale" presentato dallo scrittore e storico Mario Mazzucchelli.
Questa prima mostra crea l'occasione per la nascita di una amicizia
fervida e creativa cori l'avv. Carlo Accetti: è un rapporto d'affetto e
di stima che perdurerà fino alla scomparsa del compianto critico
avvenuta a Milano nel giugno 1961.
1944 - Sarà proprio l'Accetti a rendere. quasi fraternamente, un
tenerissimo omaggio a "Mamma Francesca" che muore, all'età di 86 anni
nel 1944.
A sua cura viene pubblicato in quell'anno un libretto dedicato alla
madre così come alla madre è dedicata la mostra personale alla Galleria
Varese diretta dal milanese Carlo Grossetti con la presentazione del
poeta Alfonso Gatto. Nello stesso anno esce per le edizioni Grafitalia
di Milano e con testo sempre di Carlo Accetti una raccolta di disegni.
1947 - A partire da allora la fama del Salvini valica i limiti
della provincia: vengono a Cocquio critici e giornalisti. Da Milano nel
1947 vengono in visita da Salvini i Soci della Famiglia Artistica
Milanese guidati dal loro Presidente: l'infaticabile amico Carlo
Accetti.
Salvini negletto fino a quell'epoca ed escluso dagli ambienti artistici
locali la cui attenzione si limita ad una bonaria tolleranza, con
marginali attestati di stima, trova un'ampia affermazione nella mostra
personale a Milano, tenuta nel 1948 alla Galleria Annunciata. alla quale
segue nel 1949 con la presentazione del futurista Luigi Russolo una
Mostra alla Galleria Delfino di Rovereto.
1950 - espone ancora a Milano alla Galleria S. Fedele. Nello
stesso anno è presente alla XXV Biennale Internazionale di Venezia.
1954 - ritorna, forte dell'avallo critico di Emilio Zanzi, alla
Galleria S. Fedele.
1962 - Fra il 1962 e il 1963 prepara e realizza una serie di
grandi affreschi nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo di Laveno
Mombello, e tiene una grande mostra antologica a Luino sotto gli auspici
del locale Istituto Civico di Cultura diretto dal dott. Giulio Benecchi.
1966 - è visitato da Monsignor Pasquale Macchi, Segretario
particolare di S.S. Paolo VI che acquista alcuni quadri per i Musei
vaticani. Nel giugno 1967 è insignito della Commenda del- l'Ordine di S.
Silvestro Papa.
1968 - Il 6 novembre viene ricevuto in udienza dal Santo Padre.
1969 - Mostra ufficiale organizzata dal Comune di Varese e
dall'Ente Provinciale Turismo nel Salone dell'Azienda Autonoma
Soggiorno. Nell'occasione viene edita una monografia a cura del critico
G. Maffina.
1971 - Esegue l'affresco "Il taglio della polenta" ad Arcumeggia.
1972 - Milano gli dedica una mostra antologica presso il Palazzo
della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente.
1973 – E’ presente con alcune opere all'inaugurazione della
Collezione d'Arte Religiosa moderna dei Musei Vaticani.
1976 - Il 29 febbraio è invitato a Roma per la cerimonia
conclusiva, in San Pietro, del V centenario della morte di Michelangelo
e alla presentazione dei doni, offre al Papa una pubblicazione d'Arte in
rappresentanza degli artisti.
1972/1978 - In questo periodo il Salvini frequenta assiduamente
il laboratorio di serigrafia d'arte dell'amico Mario Ravasi di
Genestrerio dove cura l'edizione di particolari delle sue grandi tele.
L'ultima di tali opere viene terminata nel novembre 1978. Sarà l'ultima
fatica di Innocente Salvini.
1979 - Il 23 gennaio si spegne serenamente a Trevisago, nella
stessa casa che lo aveva visto nascere novanta anni prima.
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Salvini 1968

Salvini
1969

Salvini 1976

Salvini 1977

Salvini 1977 |