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Tutto che devi sapere sul whisky

l whisky è una famosa acquavite che nasce in Irlanda dalla distillazione di mosto di malto, orzo, segale o frumento, una volta avvenuta la prima distillazione il whisky è sottoposto ad un secondo processo di  distillazione; dopodichè viene lasciato ad affinare in botte e infine il whisky è pronto per essere imbottigliato. I principali paesi produttori di whisky sono Irlanda, Scozia, Stati Uniti, Canada, Giappone e si stanno affacciando a questa produzione anche Australia e Nuova Zelanda. Per produrre un ottimo whisky sono tre le cose essenziali: le coste sulle quali si pone la distilleria, le fonti d’acqua dal quale il produttore attinge e i cereali che devono essere di prima scelta.

Ma sono molte cose da sapere su questo distillato, per gustarti al meglio un bicchiere di whisky,soprattutto gustare il whisky migliore per te.

Whisky o whiskey?

Partiamo subito col dire che whisky e shiskey sono due cose diverse.

Il whisky è solo quello scozzese, il resto del mondo produce whiskey. Anche i giapponesi usano la parola whisky, la loro produzione è nata come emulazione di quella scozzese, si decise di iniziare a produrre whisky quando ci si rese conto che alcuni territori del Giappone erano molto simili a quelli della Scozia, sia per conformazione che per le fonti. La principale differenza tra whisky e whiskey sta nel numero di distillazioni: il whiskey viene distillato tre volte, mentre il whisky prodotto in Scozia (Canada e Giappone) viene distillato solo due e viene usato solo malto d’orzo.

Whisky e ghiaccio

C’è un grande dibattito in atto tra chi è a favore dell’aggiunta di ghiaccio nel whisky e i veri puristi che si battano con tutte le loro forze a questa aggiunta, che a loro dire interrompe il sapore del drink. Ma la maggior parte dei distillatori sono d’accordo su una cosa: che se proprio si voglia aggiungere del ghiaccio questo deve essere puro, trasparente e grosso in modo che si sciolga il meno in fretta possibile.

Come conservare il whisky

È un distillato duro che non si rovina facilmente. Nonostante questo ha bisogno di alcune attenzioni: non va mai esposto alla luce del sole e mai messo in prossimità di fonti di calore. Ad ogni modo una bottiglia di whisky può essere conservata per un periodo molto lungo anche se aperta, purché sia sigillata correttamente dopo l’apertura.

L’ influisce dell’acqua sul whisky

Non a caso la fonte da cui si attinge l’acqua per la produzione di questo distillato è annoverata tra le sole tre caratteristiche che contano davvero nel processo di distillazione del whisky. La fonte d’acqua da cui il distillatore si rifornisce è essenziale, perché l’acqua ha un impatto decisivo sul sapore finale del whisky. Si preferisce sempre una fonte che dia acqua natura, contenente poco ferro ma ricca di minerali.

La nascita del whisky

Il whisky può essere ottenuto da qualsiasi tipo di grano. Tradizionalmente è fatto con mais, segale e orzo, ma puoi essere effettivamente usato qualsiasi tipo di grano. Per il suo invecchiamento viene tenuto in barrique per diversi anni. Secondo alcuni produttori le barrique non devono mai essere nuove. Per il lungo invecchiamento di cui ha bisogno un buon whisky al momento sono milioni i barili di whisky conservati in tutto il mondo.

Certificazioni utili per la tua casa

La certificazione energetica è un procedimento finalizzato a promuovere e migliorare il rendimento energetico di un determinato edificio, sia privato che pubblico o aziendale. Si configura come una preziosa misura volta a salvaguardare l’ambiente e nello stesso tempo il consumo energetico del proprietario o dell’utilizzatore stesso. La certificazione energetica deve essere redatta da un tecnico specializzato che, dopo un accurato sopralluogo, rilascerà il documento, puoi affidarti a studi specializzati per la certificazione energetica a Milano. Fattori che dovranno essere valutati sono le caratteristiche strutturali e architettoniche dello stabile, i prospetti, l’area climatica di riferimento, il punto in cui le diverse facciate della struttura affacciano e la tipologia di riscaldamento utilizzata. Saranno poi presi in esame ulteriori fattori che potrebbero influenzare il consumo energetico. L’Unione Europea, attenta all’eco sostenibilità, ha emesso una puntuale serie di direttive tecniche volte a fornire ai singoli stati membri degli standard e dei dispositivi unanimi per la certificazione energetica. L’obiettivo dell’UE è quello di ridurre il consumo totale energetico di almeno il 20% entro il 2020, attraverso la messa in atto di misure preventive di risparmio energetico in sintonia con la strategia di Lisbona, nota per avere dato il via ad una puntale politica per lo sviluppo sostenibile.

certificazione

Proprio per questo i costruttori e i progettisti sono impegnati nella ricerca e nell’implementazione di misure e dispositivi finalizzati al risparmio energetico e alla riduzione delle pericolose emissioni di anidride carbonica: ne sono un esempio i sistemi fotovoltaici e le soluzioni più eco sostenibili per il riscaldamento o la refrigerazione degli edifici.

La certificazione energetica è un documento che attesta le prestazioni e i parametri energetici propri di un edificio. Esso determina le modalità, le condizioni e i criteri per un eventuale miglioramento dello stabile stesso dal punto di vista energetico e del relativo risparmio. Ricordiamo che la riduzione dei consumi segue la direttiva nazionale di limitazione della produzione di gas nocivo redatto dal protocollo di Kioto.

Quanto costa effettuare una certificazione energetica tramite un tecnico specializzato? I prezzi sono variabili e la prestazione professionale dipende da una molteplicità di fattori, tra cui la tipologia di edificio interessato, la zona, la disponibilità e da particolari condizioni che potrebbero rendere il lavoro di certificazione più complicato o lungo. Il costo della certificazione energetica parte da un minimo di 40 euro per arrivare ad un massimo di 300, ma tali costi subiscono variazioni anche considerevoli. Tuttavia, il tecnico, prima di procedere, stilerà un preventivo di spesa.